Una stampante 3D in classe!

Il 30 ottobre 2018, è venuto in classe, nella scuola Santomauro di Bari, un esperto informatico, proprietario di una Anet a8.

L’ Anet a8 è un modello di stampante 3D molto semplice ed economico ma funzionante e alla portata di tutti.

La stampante 3D per stampare utilizza, tra gli altri, un filamento in plastica chiamato PLA derivante dal mais che portato ad alte temperature diventa malleabile e può assumere forme diverse.

L’esperto ci ha spiegato che la stampante 3D ha una capacita in più rispetto alle normali stampanti da pc ovvero ha una terza dimensione cioè l’altezza dell’oggetto stampato.

Dobbiamo pensare infatti che le stampanti 2D (come quelle che usiamo per stampare le foto da pc) lavorano su un piano cartesiano e quindi usano come misure solo x e y invece la stampante 3D  ha come misure x,y e z dove z è l’altezza dell’ oggetto che verrà stampato. E’ come se prendessimo una foto in 2D e la tirassimo verso l’ esterno aggiungendovi la misura z.

La stampante 3D funziona principalmente tramite un estrusore che estrude a caldo il filamento in plastica, 3 motori elettrici (uno per ogni asse) che servono per posizionare correttamente l’ estrusore sugli assi x,y e z ed infine un mini computer che viene utilizzato per interpretare i dati relativi alle dimensioni dell’oggetto da stampare (dati che sono contenuti in un file .Gcode) e per gestire allo scopo motori elettrici ed estrusore.

In questo file Gcode sono contenuti dati numerici che dicono al microcomputer della stampante che l’ oggetto verrà costruito, nella sua forma, con tanti strati sovrapposti. Si inizierà dal primo strato, poi si aggiungerà il secondo, poi il terzo e cosi’ via fino a compleatare la stampa dell oggetto su teutte tre le dimensioni.

Possiamo creare un modello di oggetto personale  andando sul sito ThinkerCad.com ( Cad del pensatore ) e realizzare, partendo da forme base, oggetti complessi. Completato il progetto poi lo si “affetterà” cioè dividerà in strati con programmi tipo Simplify3d e si esporterà il file ottenuto in Gcode per farlo leggere e riprodurre dalla stampante 3D.

Oppure possiamo prelevare un oggetto già creato dal sito Thingiverse.com scaricando il file scelto e con lo stesso procedimento lo si affetterà e convertirà in formato Gcode.

Per la stampa 3d quindi serve un modello di oggetto che vogliamo stampare che solitamente è in formato stl (ottenuto da Tinkercad o Thingiverse tipo esempio.stl ) e un programma (tipo Simplify3d) che affetti (slicer = affettatore) il modello in tante fette (slices) in modo che la stampante lo possa costruire fetta dopo fetta (tipo un panino con tanti strati di prosciutto).

Una volta affettato, il file esempio.stl diventerà esempio.gcode e potrà essere letto dalla maggior parte delle stampanti 3D.

SIMONE ALBANESE

 

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