L’Ilva di Taranto

L’ Ilva di Taranto nasce nel luglio del 1960. Lo stabilimento viene costruito nel quartiere Tamburi, per una superficie complessiva di oltre 15 milioni di metri quadrati. Segnata da una grave crisi negli anni Ottanta, l’acciaieria viene acquisita nel maggio del 1995 dal gruppo Riva e assume il nome Ilva. I Riva sono chiamati a rilanciare l’azienda, ma emergono i primi problemi seri di inquinamento della città collegati alla sua area industriale e il numero dei decessi per tumore registrati nella zona vicina.

Fonte: La Stampa.it

Nel 2018 l’Ilva è stata acquistata dal gruppo Arcelor Mittal, con la promessa di mettere a norma i forni e di preservare il posto di lavoro degli operai. Tuttavia, alla fine del 2019 Arcelo Mittal  ha deciso di fare un passo indietro e di andare via da Taranto, a causa anche di incomprensioni con il Governo italiano. Al momento, la situazione è incerta: nei giorni scorsi è stato deciso per la non chiusura dell’altoforno 2, che inizialmente doveva essere chiuso. Si aspettano i prossimi sviluppi.

Dal nostro punto di vista, l’azienda presenta un grande problema ambientale per le emissioni delle polveri sottili e bisognerebbe chiuderla, ma ovviamente tutte le persone che ci lavorano perderebbero i posti di lavoro. Quindi bisognerebbe spostare l’Ilva in un altro posto in modo da non inquinare e da salvare la salute degli abitanti del quartiere Tamburi, oppure abbassare tempera tura dei forni.

Fonte: Unione Diritti Umani.it

Agata La Scala

Irene La Scala

Martina De Toma

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