Un cuore per la vita (storia di un trapianto)

Ultimamente abbiamo assistito a Fiction televisive improntate sulla medicina. Tra le ultime, la più interessante a livello storico, è quella in cui è stato affrontato l’argomento della cardiochirurgia ed ispirata ad una storia vera. Fino agli anni ’50 la cardiochirurgia era una disciplina praticamente sconosciuta in Italia. Uno dei pionieri fu Angelo Actis Dato, che con altri formidabili medici guidati da Achille Mario Dogliotti, formò un équipe all’ospedale Molinette di Torino all’avanguardia nel mondo, salvando migliaia di vite, tra cui tantissimi bambini e brevettando invenzioni rivoluzionarie come il cuore artificiale.

Il professor Achille Mario Dogliotti mentre esegue un’operazione al cuore.
Foto: LaPresse

Un trapianto di cuore è necessario nel momento in cui i diversi trattamenti somministrati per risolvere i problemi cardiaci non sono stati efficaci e quando si verifica un’insufficienza cardiaca. Ad oggi ci sembra un intervento frequente e forse facile il trapianto del cuore, ma sappiamo chi è stato il primo medico e quanto tempo fa è stato effettuato il primo trapianto? 

Nel 1967, dopo molte discussioni in merito negli anni precedenti, suscitò molto interesse  la notizia del primo trapianto di cuore effettuato da Christiaan Barnard in Sudafrica all’ospedale Groote Schuur di Città del Capo, su Louis Washkansky, di 55 anni, che morì 18 giorni dopo. La donatrice fu una ragazza di 25 anni, Denise Darvall, morta in seguito a un incidente stradale (il problema era il rigetto, già accaduto negli anni precedenti per i trapianti di altri organi).

1967: Barnard spiega a una platea di giornalisti la tecnica del trapianto appena eseguito.

Il trapianto di cuore si può sintetizzare in 4 fasi:

1 – Espianto del cuore del donatore: si apre lo sterno e si espone il cuore. Quindi si “clampano” (cioè si chiudono) vene e arterie, si raffredda il cuore e si recidono i vasi.

2 – Trasporto: non può durare più di 4 o 5 ore. Il cuore viene immerso in una sostanza che ne mantiene la temperatura intorno ai 4-10 °C per rallentarne il deterioramento.

3 – Espianto del cuore del ricevente: si installa la circolazione sanguigna extracorporea, si sezionano i vasi e si asporta il cuore, lasciando in sede la parte posteriore degli atri.

4 – Impianto: si collegano i due atri, poi il moncone dell’arteria polmonare e quello dell’aorta. Quindi si ferma la circolazione extracorporea e si sblocca l’aorta.

La svolta giunse soltanto nel 1970 con la scoperta da parte di ricercatori del gruppo farmaceutico svizzero Sandoz del principio attivo ciclosporina in grado di ridurre la reazione di rigetto. Ma chi fu il primo medico italiano ad effettuare il trapianto del cuore? La notte tra il 13 e il 14 novembre 1985, un cuore si arrestò, alle tre del mattino Vincenzo Maria Gallucci, cardiochirurgo e professore universitario, aveva sulle ginocchia la borsa termica con il cuore di Francesco Busnello, un diciottenne trevigiano appena deceduto per un incidente stradale. Venivano dall’ospedale di Treviso, dove era stato fatto l’espianto e, ad aspettarli nel reparto di cardiochirurgia di Padova, c’era il torace già aperto di Ilario Lazzari, un falegname di Vigonovo affetto da una grave forma di miocardiopatia dilatatoria.

Vincenzo Gallucci e la sua équipe al lavoro in sala operatoria.

Cosa sappiamo dei primi trapianti in età pediatrica? Nei bambini i primi trapianti a livello mondiale sono stati fatti fra fine ‘85 e inizio ‘86. A fine ‘86 il registro americano avviato per raccogliere i dati sui trapianti riportava 22 bambini di età inferiore a 5 anni trapiantati di cuore. Di questi, 2 erano stati trapiantati al Bambino Gesù a Roma. Quindi l’Italia ha iniziato fra i primi al mondo e, in quell’epoca, nessuno aveva idea di quale potesse essere il futuro di queste persone. Più di 30 anni dopo, i primi due pazienti operati (all’epoca avevano entrambi un anno) sono ancora vivi, e oggi si sa che un follow up (monitoraggio) fino a 30 anni si può raggiungere. Tra l’altro hanno avuto una storia molto diversa fra loro. La ragazza non ha avuto mai complicanze, oggi è sposata e se non lo racconta lei è impossibile capire che è trapiantata di cuore. Il ragazzo invece ha avuto molte più complicanze e dopo 6 anni è stato sottoposto nuovamente a trapianto, fa  spesso controlli (una volta al mese, mentre la ragazza una volta ogni 3 mesi) e assume qualche farmaco in più. Ma è fidanzato, lavora ed ha una vita sostanzialmente normale.

Il cuore con il suo battito inizia a sole due settimane dal concepimento.

“Il mio sogno è diventare una cardiochirurga, questo desiderio forse è emerso da quando ho saputo che il battito del mio cuore è stato il primo elemento che ha suscitato un emozione in mia madre. Credo che il cuore sia l’organo più importante del nostro corpo, lo scrigno che racchiude tutti i nostri sentimenti.”

 

Miriam Di Pace

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