Apple pt 1: una bomba finta, due amici e un gioco dell’Atari

Ritorniamo all’anno 1968 in una scuola superiore: il preside entra nel suo ufficio, ma qualcosa è diverso. Si avvicina al suo armadietto e sente un ticchettio, una bomba. Corre verso il campo da football con l’ordigno in mano, deve salvare i ragazzi! Si rannicchia con la bomba stretta al petto, pronto ad accettare la sua fine e … non succede niente, la bomba è finita, e lui sa benissimo chi è stato.

Cinque minuti dopo un ragazzo tozzo, nascosto dietro degli occhiali spessi, entra nell’ ufficio del preside dove gli viene annunciato che passerà la notte in riformatorio.

Uscendo non riesce a trattenere un sorriso: d  altronde ha passato notti insonni a costruire quel finto ordigno, un intreccio di fili collegati ad un metronomo.

Quel ragazzo è Steve Wozniack, che dopo quello scherzo diventò molto popolare nella scuola attirando l’attenzione di un altro Steve, Steve Jobs, che, da quando ha scoperto di essere stato adottato, vive con l’idea di essere rifiutato da tutti

Col tempo, tra i due nasce un’amicizia molto profonda: Wozniack considera Jobs l’unica persona con un’intelligenza pari alla sua. Un giorno i due riescono a creare un dispositivo che si connette all’intera rete telefonica mondiale. Quello che era partito come uno scherzo, diventa una grande opportunità  di lavoro, che subisce una battuta d’arresto quando la mafia della città gli ruba decine di dispositivi.

Passano gli anni e Steve Jobs non ha ancora trovato il suo posto nel mondo: abbandona l’università dedicandosi all’estrema cultura buddista, diventa prima vegetariano, poi vegano ed infine fruttariano. Inizia ad andare in giro scalzo e a non lavarsi e viene a contatto con sostanze stupefacenti come LSD e Marijuana. Trova un impiego all’Atari, dove lavora di notte per non disturbare i colleghi con il suo cattivo odore, finchè non gli viene richiesto qualcosa di impossibile: in un giorno deve adattare la schedina di Breakout. Chiede aiuto al suo compagno Wozniack e a quel punto capisce che il loro talento non può essere sprecato e gli propone di creare un’azienda col nome del suo cibo preferito, la mela: Apple.

I vari loghi della Apple.

Matteo Zuccaro, Andrea Cifarelli

 

 

 

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